Storie di mignotte senza freni

Probabilmente non siamo le prime e non saremo neanche le ultime in questo mondo di finto perbenismo a tradire i nostri mariti. Ma sicuramente siamo in poche a farlo consapevolmente e con una vera strategia affinata negli anni che ci consente di non essere mai scoperte .
Noi ci chiamiamo Fiorella e Linda, due vere amiche fin dalle elementari. Si può dire che abbiamo condiviso più esperienze assieme di quelle che potrebbero condividere due vere sorelle. Non a caso ci chiamiamo sorelle di merende , richiamandoci ad un noto caso di cronaca degli anni passati.
Cosa vogliamo raccontarvi ? Più che di un racconto si tratta di un nostro personale sfogo e di una confessione anonima che abbiamo deciso di scrivere e di inviare ai principali siti di racconti erotici italiani, sperando che qualcuno accetti di pubblicarlo.
Abbiamo 39 e 37 anni e siamo delle traditrici seriali. Un termine che ci avvicina a una sorta di crimine televisivo ma che per noi è completamente un’altra cosa. Da quando abbiamo inziato ad avere la nostra vita sessuale ci è sempre piaciuto collezionare storie con gli uomini. Qualcuno ha avuto la fortuna di andare a letto con entrambe, in alcune occasioni anche nello stesso letto, ma quello che ci è più piaciuto fare in questi ultimi venti anni è stato collezionare uomini. Che si sia trattato di una storia di una notte o di una relazione durata qualche mese, il nostro pallottoliere si è via via accresciuto ed è stato ben presto sostituito da uno a tre cifre.
In effetti ci piace tutto degli uomini; il loro odore, il loro corpo ed anche il loro sudore mentre scopano. Non ci reputiamo delle mignotte senza freni, ma piuttosto delle donne libere e senza tabù. Ora anche se sposate da anni ci facciamo sempre coinvolgere reciprocamente in vere imprese di sesso sfrenato come quella che vogliamo raccontarvi.

Era un caldo pomeriggio di fine agosto. Io e la mia “sorella” come sempre facciamo quando siamo in vacanza assieme, scendiamo quasi al tramonto per fare un bel bagno . Adoriamo stare in acqua quando il sole tramonta. Ci da un senso di calma incredibile.
Quella sera i nostri mariti erano al circolo per la loro partita di burraco e noi avevamo una sera tutta nostra con bagno al tramonto appunto e cenetta in terrazza. Mentre siamo in acqua a trastullarci vediamo arrivare da lontano due piccole sagome . Erano quelle boe che i sub più esperti piazzato sopra di loro per indicare ai bagnanti o alle imbarcazioni che sotto c’è qualcuno.  Due sagome si avvicinavano molto velocemente per poi far emergere i loro proprietari. Erano i figli del custode del residence dove alloggiavamo. Già noi, da vecchie volpi, li avevamo notati al nostro arrivo ma non avevamo mai avuto l’occasione di conoscerli.
I ragazzi emersero dalle acque e ci salutarono molto calorosamente. Avevano pescato due polpi molto grossi e un paio tra orate e spigole. Uno aveva pure preso un grosso contenitore di ricci di mare.
Noi abbiamo subito colto la palla al balzo ed abbiamo invitato i ragazzi per una bella cenetta a quattro. Noi avremmo messo la casa e loro il loro pesce appena pescato. Loro si guardarono sorridendo e ci dissero che sarebbero stati felici di cenare con noi.
Alle 20:30 puntuali si presentarono con il pesce, due bottiglie di vino bianco ghiacciato e le loro facce da schiaffi di ragazzi impertinenti ma irresistibili. La pasta era già in acqua e mentre io apparecchiavo la mia amica li faceva accomodare. Una cenetta deliziosa con il vinello bevuto molto velocemente. La situazione già stava diventando più piccante. Loro ci elargivano battute molto divertenti ma allo stesso tempo ci guardavano come qualcuno che ti vuole mangiare e che non aspetta altro che un segno per partire. E noi quel segnale lo sapevamo dare molto bene, esperte nel lanciarlo da anni. Fui io a lanciarlo quella volta.
Che ne dite di entrare dentro che si è fatto freschetto – dissi ai ragazzi. Loro avevano già capito tutto e con un gesto molto galante ci poggiarono le loro giacche sulle spalle ed accompagnandoci dentro casa. Un gesto che attendevamo. Io presi il moro con i capelli ricci a braccetto e gli poggia la testa sulla spalla. La mia amica il fratello più piccolo.
Dentro casa c’era molto più caldo , in tutti i sensi. Abbiamo cominciato a limonare con i nostri amici pescatori. Una vera limonata che poi si è trasferita sul divano. Io ero sopra il mio amico e mentre mi strusciavo la fica sul suo cazzo, gli mordevo il labbro superiore dandogli , contemporaneamente, dei colpi di lingua in quello inferiore. La mia amica già era partita diretta verso il cazzo del suo di amico. Lo stava spompinando come sa fare soltanto lei. Ma io volevo scoparmelo quel bronzo di riace. Ci siamo spogliati nudi e continuando a cavalcarlo mi sono fatta fottere sopra di lui. Lo sentivo diventare enorme dentro di me ed io cominciavo a bagnarmi.
Abbiamo trombato a coppia , come preferiamo , guardandoci ogni tanto compiaciute della nuova biglia da mettere sul nostro pallottoliere.