Samir e le prime scopate in italia

Mi chiamo Samir e vengo dal Senegal.
Ho 25 anni, mio padre è medico e mia madre insegna in una scuola elementare. Ho tre sorelle, più piccole che vivono in Senegal, io, invece, mi sono laureato in economia e da qualche mese mi sono trasferito in Italia, a Pisa.
Mio padre mi ha dato una piccola sommetta, più di quanto potesse permettersi ma meno di quanto necessario per evitare di dover accettare qualsiasi tipo di lavoro.
Ho fatto il lavapiatti, il venditore ambulante, il lavavetri e tante altre cose finchè 2 mesi fa , quasi per caso, mentre ero in centro a bighellonare ho notato una bella ragazza che mi fissava.
Faccio una doverosa premessa, sono proprio un bel bobboncino, altezza un metro e novanta, fisico muscoloso ma non palestratissimo conseguenza di tante partite a calcio fatte da ragazzo e, caratteristica importante e molto imbarazzante …. Ho un cazzo di tutto rispetto, ricordo che una delle mie ragazze, non ricordo più il nome, una sera mentre mi stava masturbando si fermo e prese un metro di legno …. 28 cm, mi disse.
Il fatto è che, anche quando non è eretto il mio cazzo è lungo quasi uguale ed è un problema non indifferente posizionarlo dentro le mutande. Anche con pantaloni abbastanza larghi, il gonfiore si nota eccome.
Direte voi ad avercelo questo problema ed in effetti non posso certo lamentarmi, non ascoltate tutte le menate delle ragazze che dicono che le dimensioni non contano, tutte stronzate, controllate i tipi che stanno loro accanto e capirete perché lo dicono, le dimensioni contano eccome, ho avuto ragazze che sono venute solo a guardarlo il mio cazzo nero duro, che tra l’altro è perfettamente dritto.
Comunque, vi stavo raccontando di come ho conosciuto Licia, una bella moretta sui vent’anni che non mi toglieva gli occhi di dosso.
Abbiamo inizato a parlare e scopro che Licia, insieme alla madre gestisce un bel ristorantino in centro in una delle traversine limitrofe alla torre, dove si mangia bene e non si spende nemmeno tanto.
Cercono un factotum, uno che serva ai tavoli, che dopo cena aiuti a lavare a sistemare e faccia tutto quello che c’è da fare.
L’indomani pomeriggio vado a vedere il locale. Sono le 16 ed ancora è tutto chiuso con i tavoli e le sedie accatastate. Licia mi riceve in una specie di studiolo retrobottega e mi dice di sedermi su un divanetto.
Il giorno prima lei era vestita in maniera molto carina ma anche provocante ed il mio cazzo aveva avuto un sussulto e lei se ne era accorta, era diventata rossa e, anche se non voleva, non aveva più staccato gli occhi da li.
Quando pertanto mi sono seduto sul divanetto, non mi ha sorpeeso che mi cominciasse ad accarezzare proprio li, mi chiede se può vederlo ed io non mi faccio pregare, lo esco e lei quasi sviene, apre la bocca come un leoncino e comincia a succhiarlo.
Sento dei rumori, entra una donna sulla quarantina, è rebecca, scoprirò da li a poco, la madre di licia nonche proprietaria del locale.
Penso che è finita, che ho perso il posto prima di averlo avuto ma sbaglio tutto la madre è stata già informata dalla figlia delle mie doti e mi aspettava con ansia.
Si inginocchia accanto alla figlia e cominciano a spompinarmi all’unisono.
Pe ricambiare le metto entrambe a pecorino e comincio ad incularle a sangue a turno e loro gemono e piangono e godono,. In una sera Ho superato il periodo di prova senza nemmeno aver lavato un piatto.