Quel pranzo domenicale al consolato americano

Mi sono sempre chiesta quale sia il motivo per il quale, in alcune circostanze, si fanno cose che sembrano uscire dalle logiche naturali per poi scoprire che quella era proprio l’unica cosa da fare in quella circostanza.
Io mi chiamo Florinda ed ho 44 anni. Una donna separata che ha ritrovato nuovamente l’amore con il mio Mauro, di qualche anno più grande di me ed anche lui separato . Io sono americana ma italiana di origine e quindi ho la doppia nazionalità. Una laurea breve e tanta voglia di ricominiciare a vivere ed a divertirmi. Con il mio compagno ci divertiamo come dei ragazzini. Lui mi prende sempre in giro per il mio modo di camminare che ,secondo lui assomiglia a quello di una papera. Io mi vendico rinfacciandogli il fatto che racconta sempre storie assurde gonfiando ad arte il suo presunto passato di uomo di mondo. In fondo lui è un vero orsacchiotto caramellato e non lo vedo proprio come un tombeur des femmes. Ma lui ci tiene ed allora perchè non fargli credere che con le donne ci sa fare. Ma guai a chi posa gli occhi su di lui. Sono molto gelosa e possessiva. Una tipica americana gelosa del suo uomo.
Da qualche tempo ho iniziato a frequentare il mio consolato americano a milano. Tanti amici e vecchie conoscenze con io io ed il mio compagno abbiamo iniziato ad uscire. Il mio sogno è quello di entrare a lavorare proprio al consolato, magari soltanto per occuparmi delle traduzioni e di altre faccende legate ai rapporti con lo stato italiano dei cittadini americani.
Per questo ho fatto domanda ed ho cominciato a frequentare assiduamente la comunità di americani residenti in Italia. Tante cene e serate leganti alle quali io e Mauro siamo sempre presenti. Questo per me è un modo per cercare di rimanere in contatto con le mie origini di cittadina USA.
L’unica cosa da fare di cui vi parlavo all’inizio della mia confessione si riferisce proprio ad una di queste serate al consolato americano. Io ero con Mauro ad una cena per l’insediamento del nuovo console. Tante persone presenti ed io ero elegantissima. un abito nero molto scollato sotto. Le mie cosce erano in bella mostra e questo mi rendeva , a detta del mio lui , una gnocca da paura. Devo dire che sono bionda,alta e quella sera ero anche truccata benissimo. Quel vestito poi mi faceva apparire una vera strafiga.
Ma io ero li non certo per fare conquiste . Il mio interesse era conoscere gente per avere occasione di inserirmi in ambito lavorativo. Ricordo ancora di essere arrivata alle otto di sera e di aver preso subito un aperitivo alcolico. Io di solito non bevo alcolici e mi limito , al massimo , ad una sprite .Ma quella era una sera importante. Dovevo conoscere alcune persone presentate da una mia amica.
Ma quella sera sarebbe successa qualcosa che non mi sarei mai aspettata. Eccola che la vedo arrivare la mia amica. Una ragazzona bruna anche un po’ in carne ma terribilmente simpatica ed estroversa. Lei mi presenta subito le persone che volevo conoscere. Mi sembrava un sogno. : Finalmente avrei avuto la possibilità di iniziare a lavorare al consolato pensai. in effetti la situazione volgeva a mio favore. Finalmente il destino mi era favorevole. Dopo tanto studiare avrei avuto una seconda chance. Un brindisi per sigillare l’offerta lavorativa e finalmente avrei lavorato al consolato. La mia amica propose un bel negroni . Un vero boom boom mi disse. Io non lo conoscevo ed accettai. In fondo cosa avrebbe potuto farmi. E poi per una sera. Il negroni arrivò puntuale. Altro che brindisi. Una vera bomba atomica ultra alcolica. Io già ero mezza brilla per il primo aperitivo. Ma in fondo era il modo migliore per festeggiare. Non lo avevo mai fatto di ubriacarmi e quella era proprio la sera giusta.
La testa cominciò a girarmi. Ridevo in maniera incotrollabile ad ogni battuta ed anche la mia amica formosa e troppo simpatica era molto brilla. Ad un certo punto mi chiese di accompagnarla in bagno perchè forse aveva bevuto troppo. Anch’io dovevo andare a fare pipì. Ma ecco che arrivati in bagno lei si rivela in tutta la sua spregiudicata proposta indecente. Se domani vuoi venire a lavorare quì ora ti devi fare leccare la fica e poi tu la lecchi a me. Io non ho capito subito. Ero troppo brilla ma lo ero anche per ribellarmi. Mi mise una mano nella fica e mi ficcò due dita dentro. Nel frattempo mi baciava nel collo e poi scendeva fino alle mie tette.
Io penso di aver perso ogi tipo di connessione logica del mio pensiero. Ma fui presa da una stranissima voglia di fare sesso. Abbassai le mutandine della mia amica e mi misi in ginocchio. Gli leccai la fica a lungo. Lei era una vera cicciona e le tettone grosse erano per me un vero richiamo irresistibile. Una vera porca che in quel momento era la mia amante passionale. Lei si apriva la passera con la mano e la spingeva vero la mia bocca. Io leccavo e succhiavo avida la sua fica.
Poi fu lei a farmi godere. Mi fece alzare e mi mise a pecorina. Cominciò a leccarmi da dietro mentre io ero appoggiata sul lavandino del bagno.
Una scopata incredibilmente passionale quello con la mia amica. Dopo aver goduto entrambe ci siamo ricomposte ed abbiamo raggiunto gli altri nel salone del consolato. Il mio mauro stava bavendo ignaro un gin fizz,completamente ignaro di quello che era appena successo.
Oggi sono felice ed ho il mio bel posto di traduttrice. Quello che dovevo essere fatto quella sera era forse l’unica cosa da fare.