La cornamusa e il sogno proibito

Ero innamorata perso di Ester sin da quando avevo i calzoncini corti. Lei era di gran lunga la più bella del villaggio. Alta bionda occhi azzurri ed un fisico imponente ed aggrazziato allo stesso tempo.
Non solo io ma tutti i maschi del villaggio erano innamorati di Ester che alla fine aveva scelto Jordan, un fustone biondo alto un metro e novanta con fisico da vichingo.
Io ero di media statura con barbetta incolta e pochi capelli e, di certo, anche se non vi fosse stato Jordan, Ester avrebbe scelto oltre metà dei maschi del villaggio prima di accorgersi di me.
Eppure io glielo avevo fatto capire che mi piaceva, che avrei dato una gamba per una bella scopata e lei aveva reagito in maniera sdegnata quasi offesa che io avessi potuto soltanto pensare di potermi accoppiare con lei.
Una mattina di qualche mese fa, mentre mettevo a posto la stalla di mio zio, incuriosito da un cavallo che continuava scalpitare, scorgo una specie di botola in un angolo poco visibile della stalla.
Apro la botola e vi è una scala, scendo e appoggiata ad un muro trovo una cornamusa.
La prendo, vado da mio zio che mi confessa di non sapere nulla dell’esistenza di quello strumento e, poichè sono un musicista dilettante, mi consente di portarla con me.
Giunto a casa noto una piccola incisione su un fianco dell’arnese dove vi è scritto “suonami quanto il tuo amore vedrai e di certo non ti pentirai”.
Trovo alquanto strana la cosa e quasi me ne dimentico ma io e la cornamusa diventiamo amici inseparabili.
Passano alcune settimane e tutto il villaggio viene invitato alla festa di compleanno di jordan il marito del mio sogno proibito.
La festa riesce bene tra balli e fiumi di vino. Jordan si ubriaca completamente e ester lo trascina a letto come un sacco di patate.
La festa è finita, io sono rimasto ad aiutare ester a sistemare, lei mi guarda col fare di chi precisa di non aspettarsi nulla in cambio ma alla fine distrutta dalla stanchezza si siede accanto a me su un giaciglio di paglia.
Ho una folgorazione ricordando lo scritto sulla cornamusa, Le dico che le ho scritto una specie di serenata e la imploro di stare un attimo ad ascoltarla.
Comincio a strimpellare un inverosimile stornello ma dalla prima nota Ester, come per magia, mi guarda in modo diverso. Alza la sua gonna, muove la lingua fuori dalla bocca ed inizia a masturbarsi. Dice di sentire un fuoco dentro la sua fica bagnata di avere voglia di cazzo, subito, immediatamente, mi salta addosso, mi toglie i pantaloni, mi spinge con violenza dentro di lei. Ester è più forte di me ed io mi lascio trasportare volentieri, Scopo nel miglior modo in cui riesco a scopare.
Lei mi esorta a continuare, mi incita a stantuffarla senza pietà, non sa come godere prima, maneggia il mio cazzo con ardore, lo succhia avidamente, vuole essere trombata per ore. Alla fine, dopo tre ore crollo ma lei non mi molla, rimane tutta la notte a succhiarmi il cazzo finche il sole non illumina il mio corpo inerme e distrutto.
Ripongo la cornamusa nella sua custodia mentre ester, intontita non sa capacitarsi di quanto successo.
L’indomani invito a pranzo mio zio e tutta la sua famiglia per ringraziarlo di quel dono così prezioso. Mio zio non capisce ma gradisce.