Io segretaria porca di mio zio materno

A 22 anni appena laureata è molto difficile entrare nel mondo del lavoro e certo l’italia non da molte opportunità ai giovani come me. Anche la mia laurea non aiuta e l’alternativa ad andare a cercare un lavoro all’estero è andare a lavorare nello studio di consulenza fiscale ed amministrativa di mio zio paterno.
Io , infatti, ho terminato i miei studi in scienze economiche e per fare un po’ di pratica ma anche guadagnare qualche soldino ho pensato fosse naturale andare a fare un periodo di praticandato retribuito nello stu di mio zio.
La mansioni previste erano quelle tipiche dei lavori di segreteria. Rispondere al telefono, occuparmi dei clienti, andare a fare i pagamenti e, pian piano , cominciare a mettere in pratica le conoscenze acquisite durante gli studi come, per esempio, registrare le fatture dei clienti.
Un lavoro come un altro e , come prima esperienza, niente male. Mio zio ,poi, un gran brav’uomo. Più grande di cinque anni di mio padre stava per compiere i suoi 50 anni anche se non li dimostrava. Io gliene avrei dati al massimo 44 o 45 . Palestrato e molto ben messo fisicamente.
I primi giorni di lavoro sono trascorsi molto tranquillamente. Pian piano ho iniziato a prendere dimestichezza con le attività quotidiane da svolgere. Mio zio quasi mai presente in studio se non per brevi periodo nell’arco della giornata.
Io cominciavo ad abituarmi al mio primo lavoro. Anche i colleghi sono molto simpatici. Dopo qualche settimana ho iniziato, inoltre, a fermarmi a pranzo in ufficio. Troppo poco tempo per andare a casa e poi ritornare. Molto più conveniente fare pausa pranzo in ufficio e , magari, uscire mezz’ora prima per andare comodamente in palestra.
In quelle pausa pranzo ho cominciato a frequentare più assiduamente proprio mio zio. Anche lui rimaneva in ufficio e, molto spesso, capitava di pranzare assieme. Tante domande da parte sua sulle mie attitudini e sogni nel cassetto. Tra le pieghe di queste piacevoli conversazioni, però, io cominciai a guardare mio zio più come uomo che come fratello di mio padre. Lui mi confidava i suoi problemi con sua moglie, mia zia. Tanta incomprensioni e parecchia solitudine. Di fatto erano una coppia separata in casa che non scopava da anni.
Lui mi fece un po’ pena . Non pensavo avesse in privato una vita così triste. Lo vedevo come un uomo sempre sul pezzo, sicuro di se e molto volitivo. Ma dietro questa maschera, probabilmente, c’era anche parecchia fragilità.
In una di quelle giornate trascorse assieme in ufficio, però , successe qualcosa che cambiò le carte in tavola. Lui mi fece entrare nel suo studio. Ricordo ancora come fosse ieri. Era circa l’una . Ora di prendere una piccola pausa e mangiare un boccone. Ma lui quel giorno aveva altre idee. Mi fece sedere sul divanetto nero in pelle di fronte la sua scrivania e mi disse secco: ” ma lo sai che ti sei fatta una gran bella gnocca ? “. Io sono rimasta un po’ basita da quel suo apprezzamento personale non previsto ma molto gradito. Dopo un po’ mi mise una mano sulla coscia, Io avevo la gonna fino al ginocchio e lui entro dentro con la mano per posizionarla all’altezza del mio inguine. Cominciò a giocare con il bordo delle mie mutandine. Quasi a volerle suonare come si suona una chitarra, con movimenti quasi ritmici. Io lo feci fare. Non sono mica una stupida. Mio zio eccitato non scopava da anni e lui poi mi piaceva pure. Lo feci fare e lui andò avanti. Infilò il dito dentro le mutandine questa volta e ci rimase parecchio , giocando con il ciuffetto di peli che tengo per pura estetica sopra la mia farfallina. A volte la poto a guisa di piccolo cuore e questo fa impazzire il mio fidanzato.Lui perse completamente la testa e cominciò a baciarmi sul collo. Io a questo punto misi la mia mano sul suo cazzo. Aveva un cazzo enorme, duro come il marmo.
Lui se lo fece uscire con non poca difficoltà. Emerse dalla lampo in tutta la sua maestosa erezione ed io non ebbi altro da fare che prenderglielo in mano. Un calore incredibile pervase la mia mano facendomi provare un brivido alla schiena. Lo segai per bene e mentre lo facevo lui mi spogliava . Entrambi nudi sul divanetto di pelle nera del suo studio e stavamo scopando. Lui mi trombò in tutte le posizioni . Il suo cazzo duro lo sentivo entrare dentro di me come un ariete che sfonda un portale di un castello medioevale. Mi sono aperta completamente a lui e mi sono fatta sfondare. Esausti dopo circa mezz’ora di sesso sfrenato ci siamo ricomposti con non poche difficotà e siamo tornati ai nostri impegni.
Oggi continuo a lavorare nello studio di mio zio e non nascondo che , qualche volta, pranziamo ancora assieme in ufficio.