In confessionale confesso i miei peccati ma fuori mi trombo lo zio prete

Mi chiamo Melina e sono una ragazza della provincia di Prato. 29 anni appena compiuti ed una grande voglia di confessare il mio peccato . Si perchè di peccati non ne ho fatti molto nella mia vita ma uno si e pure grosso.
Quello che sto per confessare,infatti, non penso capiti molto spesso ad una ragazza come me. Mi è molto difficile iniziare perchè oggi sono sposata e sto per avere una splendida bambina. Ma in me aleggia una sorta di angoscia che non riesco a tenermi dentro e che non posso non fare uscire anche se soltanto sotto forma di confessione anonima.
I fatti di cui vi voglio parlare,infatti, risalgono al semestre precedente al mio matrimonio. Stavo preparando tutto quello che occorre ad una ragazza prima di sposarsi. Preparativi di ogni genere e , non ultimi, corso di cresima e il corso pre-matrimoniale. Due appuntamenti serali ogni settimana io ed il mio fidanzato, oggi mio marito Per questa preparazione spirituale ci eravamo affidati ad un mio parente, un prozio da parte di mamma. Lui era il parroco di una chiesa in un piccolo paese vicino  a quello dove abito io ed ogni domenica eravamo a sentire la messa da lui. Un parroco veramente anticonformista, di quelli che ormai cominciano a vedersi in molte parrocchie ma che ancora sono lontano dall’immagine che uno ha di un prete. Moto nera , abbigliamento molto casual e alcune novità importate nella sua parrocchia per invitare i giovari ad avvicinarsi alla chiesa. Non ultima la creazione di quella che lui chiama “Aperimessa” , una sorta di aperitivo da bere assieme la domenica pomeriggio. Un tipo molto giovanile,insomma, e giovane lo è davvero. Lui infatti ha 44 anni ma ne dismostra molti meno.
Con lui ho cominciato ad avere un vero rapporto di amicizia, fatto di tante chiacchere e tante mie confessioni spontanee. Ricordo una volta di essere salita sulla sua motocicletta per essere accompagnata a casa.
Pian piano ,insomma, io ed il giovane parroco di una piccola chiesa di paese abbiamo iniziato a fare amicizia. Una vera amicizia. Anche lui si confessava con me. Una volta mi disse pure di aver pensato più volte a come sarebbe stata la sua vita se non fosse diventato un sacerdote. Quel mio prozio , di cui avevo sentito parlare ma che non avevo mai visto prima di qualche mese prima, stava diventando il mio migliore amico e, forse, qualcosa di più.
Una sera ,infatti, ho ricevuto una telefonata proprio da lui. Mi chiedeva se potevo passare quanto prima per portare i certificati di battesimo mio e del mio fidanzato. Doveva preparare alcune cose per il nostro matrimonio ed aveva bisogno di questi documenti. Io gli risposi che sarei passata la sera dopo. Ed infatti, vero le 21 del giorno successivo sono andato da lui in canonica. Lui mi accolse con un abbraccio molto caloroso. Nulla di strano. Lui era così: molto solare ed espansivo con tutti. Mi ha fatto sedere sul divano davanti al televisore e mi ha chiesto se volevo qualcosa. Io non avevo voglia di nulla e non ero molto a mio agio li da sola con lui. In fondo non c’era nulla di male ma una strana sensazione mi stava pervadendo. Una sensazione che divenne ben presto realtà. Lui infatti si è seduto accanto a me e con molta naturalezza mi ha messo una mano sulla spalla come se volesse abbracciarmi. Una situazione molto intima che si stava trasformando molto velocemente. Non so perchè ma dopo qualche istante gli ho dato un bacio in bocca. Un bacio uscito quasi in maniera automatica ma che lo colpì in pieno. Lui mi strinse forte a se in un lungo abbraccio. Ci siamo cominciati a baciare e senza neanche rendercene conto ci siamo ritrovati tutti e due nudi sul divano. Lui mi baciava tutta. Non ero mai stata baciata così da un uomo. Mi toccava le tette e mi strizzava i capezzoli. Io mi feci scopare senza dire nulla. Ho aperto le cosce e l’ho fatto entrare dentro di me. Una sensazione unica. Su un divano a casa di un sacerdote e per giunta un parente stavo scopando con un prete vero. Ma a volta la razionalità cede di fronte alle pulsioni ed io ero in preda ad una voglia di scopare incredibile. Mi ha trombata per tutta la notte. Penso di aver scopato assieme a lui almeno quattro volte. Mi ha pure messa a pecorina e mi ha trombata da dietro. Alla fine ci siamo addormentati assieme.
La mattina successiva abbiamo fatto colazione e poi abbiamo trascorso ben due ore a confessarci reciprocamente i nostri peccati.
Oggi quel mio lontano zio e prete è stato trasferito in una parrocchia molto grossa in provincia di Milano, ma , ogni tanto, ci sentiamo al telefono e ricordiamo con piacere quella nostra nottata di sesso molto peccaminosa.