Il barbone in cerca di intimità

Mi chiamo Francesca, ho 30 anni, vivo a Milano, lavoro come segretaria in uno studio legale e faccio volontariato.
In inverno con altri amici, dopo cena, giriamo per le vie di milano distribuendo pasti caldi e morbide coperte ai barboni della città che, purtoppo sono veramente tanti.
Dietro ogni barbone vi è una storia, spesso insospettabile, vi sono I disadattati, I malati, gli schizofrenici e molti, molti tipi soltanto sfortunati, senza una famiglia alle spalle che li protegga e conforti.
Fra questi ultimi vi è Amedeo che ho conosciuto il mese scorso.
Quando ho incrociato per la prima volta il suo sguardo sono stata rapita dall’intensità dei suoi occhi azzurri.
Il viso ricoperto da una foltissima barba non impediva di notare dei lineamenti molto aggraziati.
Ho iniziato a parlare con lui ed ero curiosa di conoscere la sua storia.
Amedeo era rimasto in orfanatrofio sino alla maggiore età e poi avevo girovagato facendo mille lavoretti ma una brutta asma gli aveva impedito di lavorare con continuità e, quindi, è finito per le strade a pietire una bevanda calda.
Il mio stipendio mi consente di essere indipendente, ho preso in affitto da un paio di anni una casetta piccola ma confortevole e, dopo qualche giorno che conoscevo Amedeo gli ho chiesto di venire da me a prendere un te caldo.
Amedeo non è abituato a simili gentilezze e ho dovuto insistere per una settimana intera, ma, alla fine, lo ho convinto.
Tra l’altro avevo notato che la sua corporatura era molto simile a quella del mio ex che mi aveva mollata da un giorno all’altro lasciando nel mio armadio dei vestiti. Mi sembrava una buona idea donare I vestiti ad Amedeo.
Suonano alla porta, apro e faccio entrare quel barbone gentile e distinto.
Mentre prendiamo il caffe avverto il suo odore intenso e senza pensarci su lo invito ad approffittare del mio bagno per farsi una doccia calda. Prima che possa replicare gli porgo indumenti puliti ed appena stirati. Amedeo non può dire di no e scivola verso la doccia.
Mentre attendo che finisca sento una voce molto aggrazziata provenire dal bagno, Amedeo sta canticchiando ed invero è molto bravo.
Sento l’acqua della doccia che si interrompe e mi accorgo che non gli ho dato l’accappatoio, mi fiondo in bagno e lo trovo li davanti a me, completamente nudo gocciolante e … caspita terribilmente eccitato.
Non so come sia possibile che senza aver fatto un giorno di palestra possa aver un tale fisico. Spalle larghe, torace pieno, pancia piatta e gambe come tronchi ed un altro tronco fra le gambe.
Amedeo mi guarda ed ha un erezione improvvisa, diventa rosso e mi porge la mano implorandomi con lo sguardo di passargli in fretta l’accappattoio in modo da coprire il suo imbarazzo.
Io invece mi dirigo verso di lui e prendo il suo uccello fra le mani. In silenzio mi siedo davanti  a lui ed inizio a masturbarlo lentamente.
Il suo cazzo diventa rosso, quasi viola mentre la mia bocca si poggia sul suo glande aspirando il nettare che fuoriesce a fiumi.
Io e Amedeo abbiamo fatto l’amore tutta la notte, lui probabilmente aveva anni di arretrati ma anch’io non scopavo da parecchio tempo. Siamo venuti non so quante volte ed alla fine siamo rimasti nudi vicino al bagno accucciati l’una accanto all’altro.