Ascensore galeotto

Mi chiamo Alessandra e lavoro come segretaria per una importante multinazionale con sede a Milano.
Da qualche giorno vi è particolarmente fermento nel mio ufficio in quanto Enrico, il capo struttura, è stato trasferito a Roma e siamo in attesa che venga nominato il sostituto.
Giacomo e Michele erano in pole position e si scambiano sguardi felini e, se potessero, si sfiderebbero a duello per stabilire il successore.
Invece, alle 11 di mercoledi viene convocata una plenaria ed in call, il direttore generale ci comunica che il sostituto di Enrico sarà un certo Donald.
Facce meravigliate di tutti, Donald è inglese, proviene da un’altra società e viene a dirigere la struttura di Milano.
Donald è atteso per lunedi e, quindi, a parte  Giacomo e Michele che sono pronti a mettere i bastoni fra le ruote al nuovo capo, tutti gli altri sono in tiro e tutti puntuali arriviamo alle 8.
Folla incredibile dentro gli ascensori ed anch’io, inguainata dentro un vestitino attillatto con camicetta e gonna sopra il ginocchio, mi trovo stritolata come una sardina.
Premetto che non sono una santarellina e che mi piace avere delle avventure piccanti e, quindi, quando dentro l’ascensore il mio culetto viene a contatto con un misterioso arnese duro e lungo come un nodoso bastone, invece di scostarmi, ne approfitto per strusciarmi alla grande.
Io vado al 24 piano e il coso non si stacca dal mio sedere, fermate intermedie comprese.
Usciamo dall’ascensore e do un viso ad un uccello, un ragazzone di colore in perfetto completo grigio fumo, muscoli da rugbista e volto da attore.
Mi fa un sorriso e vedendo che scendo al suo stesso piano si presenta come  Donald il nuovo capo.
Mi sento morire ho fatto una figura di m…. poi però penso che anche lui non si è certo tirato indietro e passando davanti lo specchio noto che sono proprio carina con il trucco appenna accennato ed un fisichetto niente male.
Io sono seduta proprio davanti alla scrivania del capo e non posso evitare di notare che non stacca gli occhi dalle mie cosce.
Io dal canto mio invece di chiuderle le apro e mostro le mutandine dalle quali si intravede anche qualche subdolo peletto.
Donald si alza e mentre si avvicina mi accorgo di un erezione notevole. Si accosta al mio orecchio e mi sussurra di seguirlo in bagno.
Divento rossa come un peperone ma obbedisco, non può dirsi di no al capo e ci ritroviamo insieme nel bagno degli uomini.
Appena dentro mi fa girare e mentre mi dice che ho un culo da favola mi alza la gonna, si abbassa la cerniera ed entra il suo cazzo enorme dentro la mia fichetta umida e traballante.
Inizia così a scoparmi, una sensazione pazzesca, mi si annebbia la vista e lui continua a stantuffare senza tregua.
Vengo in pochi minuti, mi giro e prendo in bocca il suo uccello nero e fiero.
Gli faccio così un efficiente pompino di benvenuto e lui gradisce moltissimo.
Donald mi ha scelto come segretaria personale ed ogni giorno porto al mio capo latte caffe, the e …. me.